|
Un tecnico si reca presso il cliente per il collado di
un software. A collaudo ultimato salva il software aggiornato su
floppy senonchè si accorge di avere un virus sul dischetto. Prende un
altro dischetto e getta quello col virus per terra.
Ad un successivo intervento presso lo stesso cliente lo stesso tecnico
viene fermato dal capo-reparto:
Cliente: "L'ultima volta hai dimenticato qui questo dischetto"
Tecnico: "Ah ... ma quello l'ho buttato perchè ha un virus"
Il capo reparto guarda atterrito il floppy e lo getta via gridando
-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Un dipendente, che se la cava un po' in informatica, viene convocato
in ufficio dal direttore della ditta che ha appena ricevuto un
computer nuovo.
Direttore: "Il computer funziona, ma non ho capito come si usa questo
coso"
il direttore usa il mouse appoggiandolo sullo schermo
-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Un docente scopre improvvisamente le potenzialità della posta
elettronica e, non sapendo nemmeno come si accende un computer,
incarica un collaboratore di inviare un proprio e-mail ad un collega:
Collaboratore: "Professore, ho scritto il testo....sono pronto per
inviare il messaggio!"
Professore (arrivando di corsa con una penna in mano) : "Dove devo
firmare?"
-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Impossibilitata ad usare un diffuso programma di posta elettronica,
una segretaria si e' rivolta a chi di dovere per utilizzare un
programma di e-mail alternativo. I responsabili le hanno consigliato
un altro, scelto sempre fra quelli piu' usati, ma la segretaria e'
stata subito dissuasa da un collega che le ha detto "Altrimenti come
faccio a leggerti la posta personale?"
-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Un docente oltreoceano deve mandare per posta elettronica ad un
ricercatore un' immagine da inserire in un articolo: si tratta della
struttura di una molecola da aggiungere ad altre. Il ricercatore
riceve il file ma non riesce ad aprirlo, chiama il sistemista del
gruppo che, dall' estensione dell' attachment, si rende subito conto
del problema: il file e' nel formato originale del programma di
disegno molecolare, posseduto dal gruppo del docente ma non dal gruppo
del ricercatore. Il sistemista manda subito un e-mail per spiegare che
non puo' leggere il file di disegno molecolare, occorre spedirlo come
immagine. Qualunque formato va bene. Il mattino seguente c' e' un
nuovo file nel mailbox, identico al precedente. Il sistemista risponde
che il file è identico al precedente. Il giorno dopo: risposta del
docente: aveva spedito il file con la schermata aperta sull' immagine.
Controrisposta del sistemista: anche se lo schermo mostra l' immagine
il file è comunque salvato nel formato originale, occorre salvarlo in
formato diverso: nel menu "file" deve esistere una opzione "save as"
oppure "export" che permetta di salvare con estensione .BMP, .JPG o
.JPEG, .GIF, .TIF o .TIFF, WMF.... il docente provi qualunque
possibilita' e spedisca nuovamente. Giorno 4: il mailbox e' intasato
di attachements in tutti i formati citati. NON UNO dei files e'
leggibile. Dopo numerosi tentativi su diversi computer il sistemista
si insospettisce e prova ad aprire i files con un vecchio editor di
files ASCII. Scopre così che sono sempre lo stesso file di disegno
molecolare originale il quale è stato semplicemente copiato e
rinominato con estensione diversa. Spazientito il sistemista chiede di
ricevere la figura via fax, provvedera' lui a passarla allo scanner ed
inserirla nell' immagine finale assieme alle altre molecole. La
mattina dopo (quinto giorno) il fax è arrivato, con un commento del
docente: "L' ho sempre detto che i computers sono degli incapaci!"
-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
Tecnico: "Pronto, centro informatico di dipartimento."
Docente: "Non riesco a spedire gli e-mail che mi dettano per telefono"
Tecnico: "Solo quelli?"
Docente: "Sì, tornano tutti indietro con il messaggio SERVER UNKNOWN"
Tecnico: "Uhm, provi a stamparmi un messaggio di errore e me lo
porti."
Docente: "Benissimo, grazie"
Qualche minuto dopo arriva uno studente con un foglio, il tecnico lo
guarda e telefona al docente
Tecnico: "Sono il tecnico del centro informatico, ho scoperto il
problema"
Docente: "Ah, sì? dov' era?"
Tecnico: "Quando le dettano l' indirizzo... ha presente quel tasto con
una "A" dentro un cerchietto?"
Docente: "Sì"
Tecnico: "Bene, prema QUEL TASTO quando le dicono "chiocciola",
"snail" oppure "at" "
-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
I responsabili di un centro informatico di una delle numerose
universita' statunitensi hanno stabilito il loro listino prezzi. La
versione originale è in inglese, con qualche ovvia inesattezza ho
fatto la versione italiana (in Euro)
Prezziario del Centro Informatico del Massaciucche Institute of
Enology
Risoluzione di un problema - gratis, è il nostro lavoro
Chiamata per un problema stupido- 10 Euro
Chiamata per un problema più stupido del precedente- 20 Euro
Chiamata per un problema stupido ed descritto in maniera inarticolata
e confusa - 50 Euro
Affermazione di incompetenza su tecnici che non riuscono ad
interpretare correttamente descrizioni inarticolate e confuse dei
problemi - 1000 Euro + danni punitivi
Richiamare per un problema precedentemente risolto - 100 Euro
Insistere che non e' la vostra imperizia a mandare in crisi il
software, ma sicuramente il tecnico, anche se non sapete come - 200
Euro
Richiesta di spostamento a piedi sino all' edificio dove il problema
si e' verificato - 5 / Euro per passo (incluso il ritorno)
Interruzione di tecnico mentre cerca di risolvere il problema di un
altro - 45 euro / ora di lavoro sul secondo computer
Richiesta di interrompere qualunque altra attivita' per sistemare il
vostro problema adesso - 50 euro / ora di interruzione
Richiesta di informazioni su come abbiamo risolto il problema quando
spiegarlo richiede piu' di venti minuti- 60 euro / ora di spiegazione.
Richiesta di informazioni sul motivo per il quale non sta gia'
funzionando quello che stiamo ancora riparando - 70 euro / ora di
spiegazione
Richiesta di riparare qualcosa che avevamo riparato ieri - 75 euro /
ora
Richiesta di riparare qualcosa che avevamo riparato ieri ma non ha mai
funzionato - 85 euro / ora
Richiesta di sistemare qualcosa che avevamo fatto ripartire in via
provvisoria con le minime funzionalità in attesa dei pezzi di ricambio
- 95 euro / ora
Richiesta di venire al vostro ufficio per sistemare il problema e
vostra uscita dall' ufficio appena posate la cornetta - 1550 euro
Aggravio della tariffa precedente se arriviamo trafelati e nessuno in
ufficio sapeva di quel problema che "sta bloccando il lavoro di tutti"
- 1700 euro
Ascoltare la spiegazione del vostra problema e solo alla fine dire che
si tratta di un problema personale con il computer del figlio a casa
probabilmente causato dalla malinstallazione di un giochino - 500 euro
/ ora
Autodiagnosi del problema con lunga spiegazione su come dovremmo fare
per ripararlo - 150 euro
Dis-casinarvi il computer dopo avervi inutilmente detto di non provare
a ripararlo da soli- 3000 euro
Traduzione automatica di termini impropri (es capire "floppy disk"
quando dite "hard disk") - 5 euro per vocabolo
traduzione eseguita PRIMA di ordinare un inutile hard disk nuovo - 250
euro
Sistemare il vostro mouse fuori uso mettendogli sotto il tappetino -
25 euro
Sistemare il vostro touchball fuori uso ruotandolo di 90 gradi - 350
euro
Sistemare il vostro mouse fuori uso pulendogli le testine - 10 euro
Sistemare la vostra stampante fuori uso con nuovo inchiostro - 250
euro
Riparare qualunque aggeggio fuori uso premendo il pulsante di
accensione - 250 euro
Capire che avevate problemi a collegarvi in internet perche' il modem
era staccato/spento - 400 euro
Spiegarvi che non potete fare un telnet senza avere un account sulla
macchina - 10 euro
Spiegarvi che per avere una account sulla suddetta macchina occorre
prima contattare i responsabili, non tentare di forzare il sistema -
500 euro
Dimenticarvi la password per la terza volta della settimana - 400 euro
Installazione di programmi non autorizzati - 40 euro per programma
Supporto tecnico per i suddetti programmi - 150 per ora
(indipendentemente dalla nostra conoscenza del programma)
Versamento di bevande sulla tasitera - 25 euro piu' il costo della
tastiera
Rimozione di files lasciati sul desktop - 5 euro per file
Dialogo di mezz' ora per capire in cosa consisteva il vostro problema,
piu' 5 per spiegarvi come verificarlo e cosa fare per risolverlo solo
per sentirvi dire: "Ah! proprio come suggeriva quella piccola finestra
di avviso sul desktop!" - 40 euro
Ascoltare i vostri problemi di collegamento in rete, chiedervi se il
cavo e' collegato e sentirsi rispondere di sì. Provare altre 5-6
ipotesi, chiedervi di descrivere la forma della presa, sintirvi
spostare un armadio e belare "Oops, era staccata!" - 35 euro
(comprensiva di sconto per le scuse)
Ascoltare problemi tecnici inerenti a software piratato- 25 euro
Udire "Come posso ottenere un' altra copia pirata di (software)?
Quella che avevo e' scaduta!" - 45 euro (aaaaaaaaaaargh n.d.r.)
Discutere per voi con tecnici di lingua straniera - 50 euro / ora
Trattare con utenti che si autoproclamano piu' esperti di noi ma che
hanno costante bisogno del nostro aiuto - 100 euro / ora
Lunghi dialoghi con hobbisti del computer - 125 euro / ora
Discutere il presente prezziario - 50 euro / contestazione
-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
...e questa è bella (n.d.r.)
Sempre a proposito di traduzioni: esistono mille motivi per dubitare
del seguente aneddoto ma... mutatis mutandis quante volte l' eccessiva
fiducia nell' output crea situazioni che lo rendono verosimile?
Come sapete il mouse si chiama in francese "souris", in spagnolo
"raton", in tedesco "maus" e solo noi, invece di chiamarlo "topo", lo
chiamiamo "mouse". Gli americani di una certa ditta non lo sapevano e
hanno tradotto un po' troppo letterlamente un loro manuale di
istruzioni distribuito in tutte le filiali del mondo, tra cui quella
italiana...
Palle dei topi: Istruzioni per l'uso
Le palle dei topi sono da oggi disponibili come parti di ricambio. Se
il vostro topo ha difficolta' a funzionare correttamente, o funziona a
scatti, e' possibile che esso abbia bisogno di una palla di ricambio.
A causa della delicata natura della procedura di sostituzione delle
palle, e' sempre consigliabile che essa sia eseguita da personale
esperto.
Prima di procedere, determinate di che tipo di palle ha bisogno il
vostro topo. Per fare cio' basta esaminare la sua parte inferiore. Le
palle dei topi americani sono normalmente piu' grandi e piu' dure di
quelle dei topi d'oltreoceano. La procedura di rimozione di una palla
varia a seconda della marca del topo. La protezione delle palle dei
topi d'oltreoceano puo' essere semplicemente fatta saltare via con un
fermacarte, mentre sulla protezione delle palle dei topi americani
deve essere prima esercitata una torsione in senso orario o
antiorario. Normalmente le palle dei topi non si caricano di
elettricita' statica, ma e' comunque meglio trattarle con cautela,
cosi' da evitare scariche impreviste.
Una volta completata la sostituzione il topo puo' essere utilizzato
immediatamente. Si raccomanda al personale esperto di portare
costantemente con se un paio di palle di riserva, cosi' da garantire
sempre la massima soddisfazione dei clienti. Nel caso in cui le palle
di ricambio scarseggino, e' possibile inviarne richiesta alla
distribuzione centrale utilizzando i seguenti codici:
- PIN 33F8462 - Palle per topi americani
- PIN 33F8461 - Palle per topi stranieri
--------------------------------------------------------------------------------------------
conoscete Alessandro Bergonzoni? leggetelo con la sua voce allora....
Bastiana e Vanvera sono due donne anima, di ultimo rango, un infimo
rango, il classico rangotan.
Seguono l'istinto e se vanno al funerale di una idea seguono
l'estinto.
S'immedesimano,preveggono, la sanno lunga,la fanno lunga, piovono a
ciel sereno, fanno il quadro della situazione con dolce pennello.
"Mi chiamo Bastiana "
"Mi chiamo Vanvera "
"Non è vero..."
"Invece sì che è vero e tu lo sai che io non posso dire perchè."
"Perchè è una parola grossa per...questa mi piace di più."
"Conoscevo una donna come te: adesso fà la sarta e passa le notti in
bianco a far vestiti da sposa, però lei non si sposa mai perchè dice
che le mogli sono come i buoi:paesi tuoi...!"
"Sì vabbè ma questo cosa c'entra???"
"Indovinalo..."
"Ha a che fare con la storia di Fufyo?"
"Acqua..."
"Con quella del grande Shinai?"
"Bicchiere..."
"Bicchiere?"
"Acqua,insomma!"
"C'entra con le avventure di un eremita?"
"Fuocucciolo, piccolo di fuoco, fiammella, scintilla..."
"Ha a che fare con le 33 verità?"
"Fochine..."
"In che senso?"
"Acqua ghiacciata, gelata, fredda...insomma ci sei lontana "
"Mi arrendo!"
"Dai tenta!"
"Stai parlando del grande Simeone?
Stai parlando del grande Shinai?"
"Falò! Dai che ci sei! Nerone, arsura,lapilli.
Sei perspicace sai?"
Alle volte sei inquietante..."
"Inquietante quante?"
"Ah non le conto mica tutte le volte..."
"Allora nella vita cosa fai?"
"Dò una mano alla gente a trovare tutte le verità".
"Io conoscevo una ragazza che dava una mano come te ..."
"Poi?..."
"Poi è morta!"
"Sai cosa ti dico?"
"No."
"Non te lo dico!"
Anghingò
"Basta un codice deontologico (o anche solo un nonno ferroviere) per
sperdere al vento l'inerzia di un momento". Per scrivere questa frase
su di un mulo alto che separava i somari dagli asini, ho impiegato
trentatrè anni di vita, undici di prove, otto di ripensamenti, dodici
giorni trattenendo il pensiero, cinque minuti di recupero e solo un
secondo e un dolce per rompere il digiuno della mente liquida. Va
detto che tutto questo non mi serve per dimostrare che per fare uno
spettacolo ci sono dieci regole d'oro: sei le hanno rubate, tre le ho
perse cercandole, due le porto sempre con voi e quelle che restano
sono solo frutto della passione, cioè dell'immaginazione, la stessa
azione immaginata che Adamo ed Uva conobbero nel paradiso dei
grappoli. Un peccato quantomeno originale, un rito iniziale, quasi
un'introduzione finale fatta prima di poi. "Intro": dentro, "Duzione":
"du" da "da" e "zione" da zio parente di "ada" e amico di "in con su
per tra fra". Introduzione breve cioè catatonica: "cata" dalla parola
"lessi" (catalessi = prendi il cane), "tonica" da Tony nome d'arte di
Cata (Tony prendi il cane o prendi il cata Tony…). Insomma
un'inversione di pendenza che fa risalire ad Alfa ed Omega cioè
l'inizio e la fine che si collegano un numero imprecisato di volte e
di volti, forse sei. E il contrario di sei è sono : infatti io sono
sicuro di poter contare su una certa concentrazione per vagare in
dodici metrici cubici di palcoscenico in cui lo spazio di tempo che
intercorre tra ciò che farò e ciò che dirò è di circa parecchio. Mi
spiego peggio: è un "ring" progettato per botte e risposte dove
coaguleranno avventure sanguigne e genuiigne, viccissi e tudini,
azioni a reazioni di chiunque si chiami Mattia Bresson, Piero pei,
dottor Lebù, Bravamaria (testimone chiave accusata di duplicato) e
Cindy ( che sposa un'idea e partorisce tre progetti dato che fu
posseduta su un tecnigrafo da Tony, ve lo ricordate?, quello di
Cata!). Il punto di ritrovo di tutto questo sarà il percorso, percorso
in rotta di collisione con me, che mi alzerò in volo solo quando il
mio controllo e la sua torre mi daranno l'occhei e comincerò a girare
in orbita nel grande CAO (sia perché odio le esse sia perché un inizio
senza fine non sarebbe Tale: cvi ricordate Cindy…? Quella di Cata…?).
ANGHINGç è solo una mosca bianca sulla neve, un titolo che si
scioglie, una parola con le ali, e questo perché?
Domandare è lecito rispondere è fantasia.
ALESSANDRO BERGONZONI
La Cucina del Frattempo
Caro uomo della strada, scansati.
Perché il cosmo è diviso tra male e bene: se fosse solo bene, bene, ma
se fosse solo male? Male.
Ma per fortuna c'è qualcosa di strano nell'aria.
Non confondere mai minzione con finzione, dai retta ai tuoi stimoli.
Per crescere non basta solo mangiare ma bisogna essere mangiati. Tu
guarda sempre la data di scadenza di un corpo prima di berlo.
Il tempo è così e c'è sempre un rapporto tra tempo perso e tempo
speso: morte = tempo perso, nascita = tempo speso.
Ricordati quando la testa apre il suo gabardine finalmente si vede
tutto. Cammina sempre con passo carraio affinché non ci sia nessuno
quando arrivi.
Se puoi comprati un rifugio anatomico e mettici dentro tutte le sue
parti più nascoste, perché qualcuno prima o poi passerà a sceglierle
(io per esempio).E quanto ti troverai recluso trovati un'ora d'aria
almeno per gonfiare altre mongolfiere.
Passa di palo in frasca perché se vuoi andare alla festa
dell'impossibile lo devi fare in preda ad un raptus d'energia. Se sei
intonato comincia il canto alla rovescia: questa è la legge dei grandi
numeri ( esempio: esistono pappagalli di 87 chili e bambini di 87
anni), la natura infatti è una roulette: puoi puntare tutto sul Mar
Rosso o sul Mar Nero.
Ricordati di avere sempre un margine d'orrore e sappi che c'è qualcuno
che crede che prima viene il godere poi il piacere, solo questo per
lui è un dovere.
Esiste tanto cibo per la mente, tu leccati il cervello e buon
appettito.
Un ingrediente: ALESSANDRO BERGONZONI TUO
Le balene restino sedute
Uno spettacolo a cavallo. Tra un recital e una lettura,
un'intercapedine tra e tra. Protagonista un leggio leggiadro tra
leggenda e lealtà, una lealtà mancante di promesse ma mantenute,
quindi sicure bugie. Le balene che restano sedute sono dei cetacei
mentali che arrivati in stazione non scendono mai, complice il
pensiero mammifero che scende e che sale. Anche per questa ragione è
possibile rinnegare l'appena detto: dire, fare, baciare, lettera,
esperimento. Dire! Chi ha detto che è una penitenza?
La scenografia va a caccia di eventi tesi e provate a scavalcarla se
ci riuscite. Se ciò accade i casi sono trentadue: rotto per rotto che
niente resti intatto! Da tutto ciò si può capire che in questo lavoro
ho sposato un'apnea e fuggo con lei per ovunque, scendendo sempre più
in alto durante l'ora di racconti assoluti su vita sorte ed oracoli di
una storia che finalmente non c'è, per la delizia del "non c'era una
volta". Ecco, spiegato in parole poco abbienti, l'albero che comincia
dai rami.
Spiegare di più sarebbe optatico e sontolo come lo sono l'inizio e la
fine dello spettacolo Le Balene Restino Sedute.
LO SPETTACOLO SI SAREBBE POTUTO ANCHE INTITOLARE:
IL CAMMAELLO CON UNO STRANO SENSO DEL PUDORE
IL SALTO DEL GIBELLINO
UVETTA T'ADORO
IL VERME SALLUSTIO
LE TRE COZZANTI
LA CURIA E I CURIOSI
T'ASSILLO
MODI DI SPUNTARE DAL NIENTE
SPITI' E SPOTO'
L'AMORE ELA MATITA
IL TAUMATURGO COMPRA IL GIORNALE
CORIANDOLI SUGLI ALISEI
NOCCHY E LA PARCELLA
GIOVEDì TI LAPPO
I CAPETINGI E L'UVA
NIKITA E' IN BAGNO
LE CASTAGNE TRA I MAROSI
GATTO E PECORA UN SOLO SCEMPIO
MONTE FURIO
TOLEDO CASPITA
NASCE UN SASSO SCENDE UN CESTO
MUY ENCANTADO
PER UN PUGNO MARTIN PERSE LìAPPARECCHIO
CHIRIELENSON BOOGIE
GLI INQUILINI VOLANO (AMMINISTRATORE…?)
TRA UDINE C'è MARCELLO
CHI SI VEDE TOH!
IL CIUCCIO AVVELENATO
MISSIONE SGUAZZINO
HO VISTO COPPI
CUCU' T'AMMAZZO
TUTTI I NODI VAMNNO AL CINEMA
BICIPITI U VU ZETA
TARTARINI 11+11=22
CHI SGOBBA IL CAMMELLO
PORTE AD ALTO POTENZIALE D'INGRESSO
LA FATA SALSICCERA
LA LAMBRETTA SCIOVINISTA
IL TRAMPOLIERE INDISCIPLINATO CADE SUL PUBBLICO INCOSCIENTE
INTESTINI E BAMBINI PIGRI
LA NAPPA FOSSE PAPPA, GONE NON STAREBBE NELLA PELLE
MANULY E VASSILY
PIO L'OPERA PIA E I PULCINI
HO VISTO MODENA TRA LA ROBA SPORCA
L'ARAGOSTA E IL SUO INUTILE EPTTINE
IL PICCOLO GASTROENTERICO
ARIA: TRAGEDIA SENZA GRAVITA'
TOPO ORBO TI DICIAMO NOI DOVE' IL FORMAGGIO
MARIUOLO E FEDERINCUNZOLO
E' MERCOLEDI' E IO NO
SCIOGLI LE TRECCE, PETTIA IL GELATO
SASSI, NON ANIMALI QUALUNQUE MA CIGNI
ZURLA CIAMPIRIA
CHINOTTINO OPPALALA'
I LOVE MERENDA (TI AMO FINO ALLE QUATTRO)
Le scarpe adatte
La festa era piena di capre e di marziani, un evento appiccicoso con
tanti uomini che eludevano la sorveglianza di se stessi per essere
protagonisti di episodi incresciosi ma dolci. Soprattutto questo, uno
strato di cioccolata fusa come quelle che fanno i gatti. I resti
dell'arpa di Noè, suonata con le corde vocali di uno degli animali
imbarcati, echeggiavano per tutto il giardino e nelle pupille degli
occhi dei visi dei corpi dei visitatori del mondo universalmente
riconosciuto. Centri mai fatti, corse mai partite, dolori inventati,
magneti marelli e stradi vari. Dodici pensieri vestiti da marinaio,
accudiscono il ponte che c'è tra Fantasio e altri capoluoghi del
genere, un genere in via di costruzione, con tanti modi di dire
diversi dai modi di fare, che sono modi a picco sul mare, vuoti, a
volo radente, destinati a riempirsi per un destino avverso cioè con
vento a favore e resti di cibo per gabbiani, pollicinemente
autostoppisti e indicatori di una strada anfosa. La festa continuava
forse con troppe finestre e porte chiuse. C'era uno strano senso di
stipore. Si trattava di salvare i muscoli dell'inverno dal calcare le
scene e dal calcare in generale, dato che si credeva che tutto questo
fosse dovuto al cadere in letargo di un mignolo navigatore in cerca di
miagolii, servette, ognissanti ecosistemi, saluti e garagarismi fatti
con le orecchie. Vuoi l'ansia immortale, vuoi un coccodrillo con gli
occhiali, vuoi i mesi d'allenamento per diventare una scatola, tutto
ciò ha fatto sì che Ulrico l'abbia fatta in tasca ad un suo compagna
di banco. A rovinare ancor di più la festa, come se non bastasse,
contribuì la scoperta che il sole era un cammello che aveva una madre
torta e un padre manubrio. Il fatto che si assomigliassero come due
gocce d'acqua e fossero in tre, innervosiva ancor di più. Si pensò
subito alla famiglia universale, casate abbandonate, estenuanti
nascite mortali, operazioni matematicamente riuscite, umanamente
finite male dall'inizio: però all'inizio tutto era gelato e anche
l'Antartico si poteva leccare. Ciò risollevò gli animi, anche se
rovesciò qualche bicchiere.
Tornate quando volete.
Da un racconto di J. Mason Corniwell
DALLO SPETTACOLO "Non è morto né Flic né Floc"
…La tua pelle è come la pelle vellutata di una pesca che ha la pelle
vellutata come quella di un bambino che ha la pelle come quella di una
pesca che ce l'ha come quella di un bambino identica alla pelle di una
pesca che caso vuole è precisa a quella di un bambino che dice ma che
paragoni idioti. Le tue scapole mi ricordano quelle di mia cognata che
non si è mai sposata perché ha un cuore duro , questo cuore che batte
perché vuole uscire ma nessuno lo sente allora smette di battere e io
muoio d'amore per te che sei una la pupilla di un fiore su cui si posa
un calabrone che dice: ma questo è un occhio, Porca clorofilla, mi
sono perso, dove sono? E tutti gli altri insetti lo deridono e così
gli uomini deridono me e dicono: babbeo quella donna ti ha stregato e
io dico no, Amalia mi ama è una donna meravigliosa, Amalia lavora da
Dio, Uncinetto sì che è cretino, ma lei no; è donna capace di farmi
volare con le sue mani ma incapace di farmi atterrare quindi una
catastrofe. E io le dico: è bello soffrire per te, è come ungere
l'impugnatura di una stampella di un simpatico handicappato che cade e
ci ride sopra e anche tu mi ridi sopra e dato il peso, scusa sarebbe
più bello mi sorridessi di fianco, comunque è tutto bello quello che
fai. Quando mi levi i pantaloni senza levarmi le bretelle e io vedo
una fionda al microscopio e dico meno male, cioè soffro sempre meno
delle altre volte ( forse meno male è nato così). I tuoi capelli
sembrano fili di rame di una spina di una abatyour che illumina
un'orgia. I tuoi piedi prima freddi e raminghi diventano caldi e
raminghi possibile non si possa fare niente per i piedi raminghi?
Vedremo.
Cara ricercatrice del sesso, Passami al setaccio; più i giorni passano
e più mi sembra che non sia domenica: domenica quando tu con le tue
mani adunghie mi soffiasti il nasino e mi dicesti: sfogati,
l'influenza non guida l'autobus, l'influenza è passeggera. Io dissi :
che veerve, che veemenza, quante parole con due "e" attaccate conosco;
tu allora mi cingesti con le cinge, mi mettesti una ghirlanda di
ghiri, attorno al collo e io pensai: dove l'ha presa tutta questa
roba, che gente frequenta? E tu in quattro e quattr'otto (totalino già
compreso nel modo di dire) mi dicesti: inibiamoci con l'inibia,
amiamoci con l'amo, siamo lascivi con lascia, ma stiamo attenti a non
fare movimenti bruschi, altrimenti volano delle teste.
I tuoi lobi turbolenti intanto mi iniettavano nel sangue un ragù
vitale che condisce la minestra dei miei sentimenti ingordi e
pulsanti, come quelli di Ivan quando giocava con i pulsanti prima che
gli rubassero la pista. Le tue labbra mi sembrano un'enorme parcheggio
per i miei baci pericolosi e legionari come quelli di un legionario
pericoloso in cerca di un sorriso che non trova neanche a pagarlo, o
lo trova pagando, ma non è quella la moneta in corso, lo stesso corso
che ha visto le tue gambe ben tornite, se non sono mai andate via, e
ben tornate se lo sono andate; queste gambe mozzafiato: ma tu con un
bacio di un'ora mi riossigeni e lo sai che io biondo ossigenato sono
molto più bello e ho bisogno di un passaporto osceno per andare oltre
i confini dalla lussuria dove c'è sesso anche attaccato agli alberi e
guai a chi raccoglie della frutta. Il mio Eros solo a quel punto si
trasforma in maggiordomo e mi porta da te e io appena ti vedo comincio
a mangiarti con gli occhi, parlarti con le orecchie, toccarti con il
naso, guardarti con il mento e allora tu mi dici: mostro! E io ti dico
mostrami tutto, cioè fammi vedere quello che gli dei chiamano Olimpo
del piacere, quello che gli eschimesi chiamano il grande igloo, quello
che gli alpini chiamano il mazzolin di fiori, quello che gli indiani
chiamano la grande luna spaccata, e quello che mio nonno fruttivendolo
chiamava la prugna.
PICCOLA STORIA EDILE
Mentre i muri si afflosciavano
Il capo cantiere ripeteva:
"Le giuro che ho usato quello che uso di solito:
vaniglia zucchero caramello e burro".
VOLLE
L'ignoranza
volle
che il vero padre di Denis,
non sapesse come si fanno i bambini (né le bambine),
ma fortunatamente,
litigò nudo
animatamente
con la moglie, anche lei nuda:
e così tutto successe per caso.
Il destino a volte spoglia e fa discutere.
LETTERINA
Cara Signora delle camelie,
cambi angolo, lasci il posto al vecchio con i marroni…
Le giuro che non parlo d'esperienza,
è solo una questione di stagione: lei è vestita troppo di leggero.
Spero, Micca, Pisca, Baci, Suo, Abbraccy.
A.B
Non è morto ne Flic ne Floc e Wolfango dopo la pioggia continua a
rotolaresi nella terra. Verdi e Rossini sono facile preda di un
anaconda che suona il leculele. Sono i tempi in cui la cronaca e
l'attualità non interessano più e la satira politica ha finalmente
glassato la marronera e si è suicidata. Per scendere da cavallo non
importa più esserci saliti, la gente non si chiede più perché e cosa
fa, dove va e perché Meucci, potendo non ha ancora telefonato. Chi ha
un nodo alla gola è perché non vuole dimenticarsi di respirare e anche
se le condizioni di Silvano Lopo sono buone lui è morto. La satira di
costume se intravista viene accoltellata in modo cruento e cruenta è
anche la maniera di raccontare delle storie, anche perché adesso sono
le dieci e trenta: il brigantaggio si può dire debellato, le Dolomiti
hanno finalmente capito dove stare e il mare in discesa è stato
inventato. Una mente aperta? Quindi! Può vedere entrare il postino
vestito da cespuglio. Più o meno di Michael Polnareff? Cena : in fondo
il mio mondo è così, è un piccolo mondo emorroidario, dove io giacevo
errabondo come sul davanzale della mia barca che dava sul Golfo di
Napoli e non solo di Napoli equi, mi perdonino i giovani di buona
famiglia e tutti i balordi, capii il da farsi: mi dafai, perché a me
di stare senza far niente mi handicappa e io ho paura di trabocchetti
sparsi lungo la strada del mio destino, preferisco allungare un
suicidio di un quarto d'ora piuttosto che starmene lì ad usurpare il
posto di altri che meritano più di me di essere dove sono io nel
momento stesso in cui so di aver commesso un abuso che va oltre
l'atteso e il previsto e porta in cantina, dove vi voglio far vedere
come, pur avendo troppo tempo, pur non essendo vecchio e non più agile
come un leprotto che corre felice, sorridente e libero nel pugno di
una mano callosa di un uomo che lavora, che lavora forte senza un
attimo di tregua a testa bassa, annichilito dalle temperature che
colpiscono quel paese che conta tremilacinquecento abitanti e che è un
paese improntato su un turismo come vuole la tradizione, un turismo
d'elite, che rispecchia un'economia d'elite, per cittadini d'elite,
che conducono una vita qualunque ma che se uccidono qualcuno fanno un
d'elite. Insomma non voglio far credere (oh no no no no) in un misero
dualismo, ma voglio portare chi ci crede a rifugiarsi tra le pieghe
della ciccia comica oppur si muove. Non tutto è ovunque! Aborigeni,
uscite dai tucul e fatevi portatre sullo Stelvio! Il Vasari diceva:
vomito ergo sum. Anch'io quindi sono indeciso se per collezionista di
anche, si intende un ortopedico poco ortodosso o un ex collezionista
di non solo. E' facile picchiare una persona seduta che va di corpo,
ma poffar Bacco? Lo spettacolo in fondo cos'è: rami che spezza la
vita, occhi che tumefà la boxe, cigni che uccide il nipote di
Ciaykowsky, inguini che si intingono nel gelato, seggiovie sul monte
di Venere, corpi celesti come principi azzurri, Troia fottuta da un
cavallo, genitori nell'acquario. Chi crede di non aver mai fatto la
collezione di Franco Bolli si sbaglia. Guardiamoci la lingua mentre
infiliamo un ago, e Venere non sarà più sola: l'umorismo è strabico ,
non guarda mai in un'unica direzione. Perciò quando il dovere chiama,
salutare, entrare in un bar, far pipì sul bancone, chiedere dov'è il
bagno e dopo aver sentito la risposta, dire: Sarà per la prossima
volta". Ecco che cos'è la velocità. Bisogna pregare gli angeli di
andarsene altrimenti non si diventa mai incredibili; l'importante è
l'incredibile ( abbsso lo strano ma vero). Impariamo dall'albatros
depresso: vola via e non parla con nessuno. Solo così si scoprirà cosa
fanno i domestici quandi rimangono soli (cacciano ditate dappertutto).
Tutto questo spiega le infinite scuse di chi aveva picchiato più volte
la Duse. Infatti, cos'era il teatro prima dell'invenzione delle
vocali? Ttr. A.B
…e Slawco e Corinna U. erano scomparsi. Diedi l'allarme. Per nove ore
consecutive rasrellai il campo, ma dopo questa inutile quanto fuori
posto operazione di giardinaggio, cambiai hobby e mi misi a cercare i
due fuggiaschi.
Verso le diciassette e trenta (praticamente le 47), Serena Z. trovò un
cofanetto pieno di platei d'oro e non senza dire alè, ne fece
manciate. Proprio in quell'attimo io e miei scoprimmo il nascondiglio
segreto dei due (totalino dei, 2). Il tenente Haldo, scoprì anche un
astuccio contenente una sciabola e una gugliata rosa ; di lì si
predilesse una via più spedita per le ricerche: sapere di chi era la
scibola e la gugliata rosa; di lì si predilesse una via più spedita
per le ricerche: sapere di chi era la sciabola e la gugliata, avrebbe
fatto sapere chi, a quell'ora del giorno e della notte, aveva fatto
manbassa di platei. Intanto la guerra non accennava a smettere, anziz.
Otiz al comando dei suoi ebbe fortunatamente la meglio sui Marvali,
esemplari stupendi di guerrieri alti nudi e biondi incapaci di fare
male ad una mosca, ma in compenso con i nostri tremendi e bestiali.
Abeshar fu l'unico che vestito da mosca potè raccontare come andò
quella carneficina, essendoci solo una tutina da mosca. Tonia T.
figlia e moglie del generale Flowers, ebbe due crisi d'identità.
Intanto il tram come sempre si fermò al campo di battaglia alle 17:
due colpi di clacson e tutti, a pacche sulle spalle, salirono per
tornare all'accampamento sudati sporchi fradici ma felici. Per tutto
il viaggio non fecero altro che tirarsi billini colorati duri con la
cerbottana; l'autista era agli stremi. Pinky, con la sua trovata della
sberla pura in faccia senza motivo, aveva creato uno stato di tensione
tale che Dedalo, detto Dedalo (perché era il soprannome che gli si
addiceva di più), si stupì parecchio per tutto il viaggio. Esausto, a
sera, tutto stupiparecchiato, fu trasportato d'urgenza in una pizzeria
per i primi soccorsi: quando scoprì dove si trovava si stupì davvero
per l'ultima volta, perché di lì a poco perse i sensi, ripeté a
memoria le prime pagine dell'elenco del telefono e poi, il tempo di
tagliarsi le unghie, morì, aggrappandosi male, ad un cameriere che
stava correndo al tavolo dove, culo volle, ci fosse proprio il tenete
medico Spagno. Non so cosa provai per la sua morte, se un paio di
scarpe od una sensazione, probabilmente una sensazione perché scarpe
nuove non ne ho. Comunque dopo i funerali del commilitone andato,
ragazzetti vicini ai muri si fucilavano felici. Marco è un nome troppo
facile, quindi Kikkydownforsbasons prese il comando: ci furono
parecchi scoppi ed io avevo polvere sulle spalle,, sulle scarpe, sulla
testa, ma non sui mobili. L'unica possibilità che ci restava era
fuggire: saltammo in groppa all'Orinco e giungemmo al mare poco a
poco. Tornati al campo ci diedero subito la splendida notizia: la
giovane Aldamara, a noi tanto cara era raggiante, aveva ritrovato il
marito Dante. Come diceva il Tomacelli: "Andare al mulino ci si mette
un casino". Era ormai il sesto mese di guerra e il dottor Piazzi
decise di vaccinare tutto il personale di terra : io fui l'addetto
alla raccolta della terra per la vaccinazione ma quella mossa non mi
convinse e piansi. Vanessa P. mi vide e disse: "Non piangere soldato",
"Fatti i fatti tuoi Vanessa" risposi io. Il mare era calmo come l'olio
e non ci stupì vedere galleggiare delle frittelle. La sera, in città,
andammo tutti da Paola Pa. A spassarcela un poco; Randall ebbe una
crisi: lo prendemmo in quattro e cercammo di legarlo ad un dottore; ma
lui si dimenava come un pazzo e il dottore chiedeva cosa mai stavamo
facendo; nel caos la palla andò in meta: Galles 8 Scotland 12. Negli
spogliatoi però non c'era nessuno: si vede che me l'ero immaginato.
Banabà pianse ma questa volta Vanessa P. girò alla larga: appena i
Nippo ci attaccarono presi carta e penna e m'addormentai.
Dal "DIARIO DI TUTTE LE GUERRE"(1985) di A.Bergonzoni
La bambina, per punizione, fu rinchiusa in una prigione subacquea
senza bambole, ma ciò che era peggio senza bombole. Che fare?
Costruirsene una di pezza con le branchie? O divertirsi con l'H2O
(totalino 0,2); cercare di fuggire a stile libero ( anche se non
s'addiceva) o pensare cosa s'addiceva La bambina pianse, anche se
sott'acqua non si vedeva. Alcuni suoi pensieri si accamparono nel
deserto eternamente lontani dal mare fino a prova contraria: accesero
un fuoco e si scaldarono pentendosi. Unica nota stonata la presenza
della nonna del Corsaro nero. Che ci si poteva fare se si poteva
pensare tutto ciò che si voleva ? Paura era quella che si leggeva nei
libri degli occhi del boa prima sulle montagne russe poi sul
calcinculo: lui che il culo non l'aveva, dove l'avrebbero calciato, e
soprattutto chi, dato che tutto era deserto e luna parK? Può Dio
permettere tanta fantasia? Forse se è un animaletto molto piccolo, può
darsi ci fosse un po' del suo zampino. Comunque il serpente vomitò
parecchio e giurò sul corpo di sua figlia Strisciolina. La roba stesa
non si alzò mai più e la Bentley arancione si allontanò con la roba
sporca, dirigendosi verso il lavasecco dove lavoravano un perditempo,
un trovarobe, un perdigiorno, un carcaguai, un cantastorie, un
piantagrane, un mietitrebbia e un posapiano. In quell'attimo arrivò
Hansel soprapensiero…….
( Continua eccome)
DA "LE BALENE RESTINO SEDUTE" di A. Bergonzoni
La TEMA è un'associazione clandestina o clan associato o un destino
clanato, retto ( ma non inteso nel senso di sfintere) da re Loris ex
re Lear, ex re Ermes, ex Mimmo re , rara, rere rara ra. Loro diedero
il via al cosiddetto periodo illuminista ( illuminato) del teatro
italiano Henon. Prima di conoscere i ragazzi della Tema, ero costretto
a fare spettacoli al citofono cioè porta a porta, vis a vis, chi c'è
c'è e me a san chè! La cosa che più mi ha stupito è la loro capacità
di amplificare ogni cosa: se uno spettacolo va bene, con loro va
benissimo.
Galileo Galilei disse di loro " Averlo saputo prima mi sarei evitato
un sacco di problemi tecnici"; Giacomo Casanova disse " Non li
conosco"; Desy Lumini disse " Va là che Casanova li conosce, abbiamo
lavorato assieme"; la signora Merlin disse " Sì alle case chiuse, ma
ben illuminate"; ed infine Varizthnikoff disse " Nikoff variz nikoff
tema variz".
A.B.
Agenzia teatrale che ogni scherzo vale, è forse la depositaria delle
grandi verità assolute: i soldi non sono tutto ( comunque qualsiasi
cosa siano ne vogliono una parte); la vita è un soffio, l'artista è il
suo fazzoletto, il cuore una pompa, l'agente il suo benzinaio e il
ratto delle Sabine l'unico monumento ad un topo. Tutto questo per dire
che in via Milazzo non 1 non 2 non3 non 4 ma 5, succedono cose strane.
Si entra distesi , rilassati, e si esce contratti; i muri cantano, i
vetri alle finestre sono di menta e i bambini s'affollano a leccarli;
il biglietto d'ingresso è modico, quello d'uscita spropositato e forse
sono troppi i manifesti di Robinson Crusoè che litiga con Mago Zurlì;
il pavimento dell'ingresso è in cotto, quello degli uffici è
mortadella; la luce fioca, la neve fioca; la cancelleria poca e
l'emblema è l'oca. Il loro numero di telefono aumenta di un numero
ogni giorno, quindi , considerato che lavorano dal 1984 è:
52260123456789milionicento 123456789milanovanta 123456789ottanta
123456789cinqueuno che per comodità è anche il prefisso di Bologna.
Cominciarono dal niente trovando lavoro per calzolai ( il vecchio nome
era "Agenzia dei miei stivali") per arrivare al periodo di massimo
fulgore ed organizzare spettacoli in ascensore, in canoa, in apnea e
in balia dei venti.
Tanti i tipi d'imitazione che vanta la Dadaumpa uno fra tutti,
l'agenzia Russa Sisiumpa.
A.B. |